e che era il primo prince, da cui viene
ogni verace effetto, e sua potenza
ha fatto tutto, e solo egli el mantiene.
160 La sua grandezza e sua alta eccellenza
sol egli la comprende e tanto abonda,
che nulla mente n'ha piena scienza.
Chi piú a contemplarlo si profonda
nel mar di Dio, e chi piú addentro beve,
165 ancora si ritrova in su la sponda.
E, perché 'l corpo l'anima fa grieve,
non molto stetti, che, pel suo comando,
in terra fui posato lieve lieve.
Cogli occhi lacrimosi e sospirando,
170 io mi ricordo di quei lochi adorni;
e 'l volto alzando al cielo, i' dico:—Oh quando
será, mio Dio, il dí che a te retorni!
NOTA
I
Il poema frezziano, composto tra la fine del sec. XIV e il principio del XV, ebbe non meno di trenta trascrizioni e non piú di dieci ristampe.
È inutile che io parli di cinque trascrizioni, che sono o irreperibili o assolutamente perdute; né vale la pena di tener conto di due brevissimi frammenti di codici, che si trovano uno a Firenze e l'altro a Oxford. Gli altri ventitré, per la maggior parte, furono redatti nel sec. XV, e tra essi quelli di data certa sono sette, cioè: