Poi disse:—Oimè, oimè che piú non posso
110 celar l'amor!—E questo ella dicendo,
cadea, se non che io gli tenni il dosso.
Soggiunse poi:—Amor, a te mi rendo:
non trova l'arco tuo difesa o scudo;
però invan contra te mi difendo.—
115 Poi disse a me:—O amoroso drudo,
io prego te, da che Amor mi ti dona,
che contra me non sie cotanto crudo,
che tu mi lievi la bella corona,
che io porto in testa e la qual io mi vinsi,
120 e che mai non mi lasci per persona.—
Io gliel promisi e per fede gli strinsi
la bianca mano e con le braccia stese
il capo bianco e 'l collo ancor gli avvinsi.
Contro l'amor non fe' poi piú difese
125 la bella ninfa e mostrossi sicura,
pur con vergogna ed onestá cortese.
Cercando andammo per quella pianura,
e poi salimmo ad alto suso al monte,
in tanto che la notte si fe' oscura.
130 Era giá Febo sotto l'orizzonte
ben venti gradi, ed ella mi condusse
in un bel prato, ov'era un bello fonte.
Ed in quel loco tanto vi rilusse
la chiara luna, che per quella valle
135 ogni fiore io vedea qual e' si fusse.
p. 44
Di fiori e di viol vermiglie e gialle
la bella ninfa tutto mi coprío;
e poi sul prato mi posai le spalle.
E quando all'oriente in pria apparío
140 il chiaro sol, trovai che n'era andata,
e posto un sasso scritto al capo mio,