nel qual dicea: «Sappi ch'io son tornata
a dea Iunone, alla regina mia;
che colle mie compagne io sia trovata.

145 Tu sai che dea Iunone, andando via,
di lassarmi a Diana ell'ha promesso
che con lei io rimanga in compagnia.

In questo tempo che star m'è concesso,
staremo ed anderem come a noi piace,
150 cercando e boschi e balzi e scogli spesso.

Fatti con Dio e tieni occulto e tace;
e prego che a vedermi torni tosto,
ché solo in veder te 'l mio core ha pace».

Oh lasso! a Invidia nulla è mai nascosto,
155 c'ha mille orecchie la malvagia e rea,
e l'occhio suo in mille lochi è posto.

Questa n'andò all'una e all'altra dea,
dicendo:—Or non sapete ch'una dama
qui delle vostre, chiamata Lippea,

160 il giovinetto qui venuto ell'ama
col core e coll'amor tanto fervente,
che sol per lui di rimaner ha brama?—

E, detto questo, sparí prestamente.

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CAPITOLO IX