Come la ninfa Lippea si duole che le convien partire.
Letto ch'io ebbi ciò che nel sasso era,
io mi partii e dentro uno spineto
mi posi a stare ascoso insino a sera,
acciò che il nostro amor fosse segreto.
5 Presso all'occaso ed io scendea la costa
e per veder Lippea andava lieto.
Ed una driada disse:—Fa', fa' sosta—
forte gridando, ond'io maravigliai
e 'nsin che giunse a me, non fei risposta.
10 Quando fu a me, ed io la domandai.
—Non sai—rispose—ciò ch'è intervenuto,
e Lippea quanti per te sostien guai?
L'amor tra te e lei stato è saputo,
e conven che si parta: oh sé infelice,
15 ché contra questo nullo trova aiuto!
Io son sua driada e giá fui sua nutrice:
l'amor, che porta a te, m'ha rivelato,
ed ogni suo segreto ella mi dice.
Se saper vuoi il fatto come è stato,
20 la Invidia, che sempre il mal rapporta,
che mille ha orecchie ed occhi in ogni lato,
disse a Iunone:—Or non ti se' tu accorta
che Lippea ama il vago giovinetto,
che venne qui e tanto amor gli porta?—
25 Poscia sparío, quando questo ebbe detto
la rea, che ha mille occhi e tutto vede
e mille orecchie e tosco ha dentro al petto.
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Ah Invidia iniqua, quanto a te si crede!
e perciò volentier tu se' udita,
30 perché troppo al mal dir si dona fede.