10 E giá cercando er'ito ben un mese
per l'aspro bosco e per la selva amara,
quando Cupido a me si fe' palese.
E come quando Febo si rischiara,
perché la nube grossa s'assuttiglia,
15 che prima ostava alla sua faccia chiara;
cosí una luce splendida e vermiglia
mi die' nel volto; e, mentre l'occhio innalzo,
per veder meglio aguzzando le ciglia,
io vidi lui, che stava su in un balzo
20 e disse a me:—Ricòrdati che tue
giá tante volte m'hai chiamato falzo.
Però t'ho tolto l'allegrezze tue;
ma io prometto a te di ristorarte,
se falso e traditor non mi di' piúe.
25 Ma sappi prima che forza né arte
al regno di Iunon giammai perviene:
tant'ello dalla terra si disparte;
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ché 'l regno, il quale Saturnia mantiene,
è posto in aere su nel freddo loco,
30 onde la pioggia e la grandine viene.
Lí non riscalda la spera del foco,
che non riscalda in giú tanto da cesso,
né anco il sol niente o molto poco;
ché 'l raggio del gran Febo in giú riflesso
35 non riscalda da lungi o molto oblico,
ma ben dappresso è riflesso in se stesso.
E quando a questo loco, ch'io ti dico,
il vapor di quaggiú salendo giugne,
ratto che sente il freddo a sé nemico,
40 in sé si strigne ed in sé si congiugne
e fassi nube; e, quand'egli è costretto,
si fa la pioggia, perché l'acqua smugne.