Le ninfe di Diana servitrici,
rispetto a quelle, ti parran villane,
15 incolte, indotte, zotiche e mendíci.
O ben dell'aspre selve, o cose vane,
tanto veloce lo tempo vi toglie,
che come d'ombra nulla ne rimane!
Non posson contentar l'umane voglie,
20 che 'n sé non hanno esistente bontade,
e 'l ciel le logra, mentre sopra voglie.
E, perché il ciel voltando sempre rade,
quel che fu nuovo riveste l'antico;
però le cose belle si fan lade.
25 E, perché meglio intendi ciò ch'io dico,
vien' su nel carro mio, che alla 'nsú monta,
tra l'esercito mio saggio e pudico.—
p. 61
Io salsi il carro e nella prima gionta
io dissi:—O dea Minerva alta e benegna,
30 del regno tuo alquanto mi racconta.
E dimmi qual è 'l modo ch'io vi vegna
e dove sta e chi 'l regge e nutríca,
e della sua beltá ancor m'insegna.
—Al regno mio, del qual vuoi ch'io ti dica
35 —rispose quella—e vuoi ch'io ti dimostri,
non vi si può salir senza fatica;
ché nel cammino stanno sette mostri
con lor satelli ad impedir la strada,
che l'uom non giunga a' miei beati chiostri.
40 E chi losinga acciò che a lei non vada,
chi fa paura e chi occulta il laccio,
che impacci altrui o che dentro vi cada.
E s'alcun vince e trapassa ogni impaccio,
lassati i mostri, trova una pianura.
45 ove non caldo è mai troppo, né ghiaccio.