Chi su per l'erbe di quella verzura
s'ingegna sempre di salire avante,
del regno mio poi trova sette mura.
E ogni muro dall'altro è piú distante
50 che cento miglia, e dentro alla sua mèta
un regno tien di ninfe oneste e sante.
Ed una donna umíle e mansueta,
a chiunque sale, il sacro uscio disserra
benignamente e mai a nullo il vieta.
55 Ma pria conven che l'uom basci la terra:
allora quella ratto apre la porta
e va con lui; se no, 'l cammin egli erra.
Tra quelli regni dietro a questa scorta
chi entra trova le muse elicone,
60 ed ognuna gli applaude e lo conforta.
Con lieti balli e soavi canzone
il menano a diletto su pel monte,
facendo melodia dolce e consone.
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Pervengon poi al pegaseo fonte,
65 ove i poeti bevon la sacra onda;
e poi d'alloro inghirlandan la fronte.
All'altro giro, che vieppiú circonda,
va poi chi prega la guida che 'l mene,
e dietro a' passi suoi sempre seconda.
70 Sette reine, nobili camene,
che dienno alli gran saggi le mamille,
di latte di scienza tanto piene,
si trovan lí e nitide e tranquille
mostran sette scienze, ovver sett'arti,
75 con dolce dire e con soavi stille.
Altra regina trovi, se ti parti,
che splende quanto il sol nel mezzogiorno,
quando ha li raggi meno obbliqui o sparti.