Poi tra le nubi con irata faccia
e con tempesta apparve il gran Vulcano
15 co' tuon, co' quali a' giganti minaccia.
E tre saette avea nella sua mano;
cosí discese giú con sí gran grido,
ch'egli facea tremar tutto quel piano.
—Dov'è—dicea,—dov'è 'l crudel Cupido?
20 Dove se' ito, traditor bugiardo?
Vieni, ché alla battaglia io ti disfido.
Ahi, gran prodezze mostrarsi gagliardo
contra una ninfa, a cu' il petto hai ferito
sí crudelmente col tuo crudo dardo!
25 Ma, se tu se' sí grande e sí ardito,
perché non vieni, o nato d'adultèro,
in campo alla battaglia, ov'io t'invito?—
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Cupido, in questo, superbo ed altèro
vidi venir volando, e mai uccello
30 corse alla preda sí ratto e leggero.
Ed a Vulcan:—Ritorna a Mongibello,
sciancato, storto e dal ciel messo in bando:
ritorna alla fucina ed al martello.
Il dardo orato mio, il qual io mando,
35 tu proverai; e, se ti giunge addosso,
tu griderai a me:—Mercé domando.—
Poi scoccò 'l dardo, ed arebbel percosso,
se non ch'e' si gittò alla supina:
per questo il colpo andò da lui rimosso.
40 Su ratto si levò e con ruina
il folgore gittò, il qual la spada
corrode e nulla fa alla vagina,
ch'ello è fiamma sottile e fa che vada
dentro alli pori e ciò che non ha poro,
45 cosí disfá, come il sol la rugiada.