che trapassolla e insino a me trascorse;
e tanto m'infiammò quella saetta,
165 ch'io grida' aiuto, e l'Amor non soccorse.

Taura bella, di dolor costretta,
gridò al ciel:—Vulcano, ora m'aita,
e del crudele Amor fammi vendetta.—

E, detto questo, cadé tramortita.

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CAPITOLO XIV

Come Cupido fece battaglia con Vulcano e come a prego di Venere
Giove discese dal cielo e pose pace fra loro.

Parve che quella voce andasse al cielo,
ché venne con un tuon un gran baleno
a lei sopra la faccia e 'l petto anelo.

E nel dir «miserere» ed anche in meno
5 l'aere si turbò e féssi fosco,
il quale pria era chiaro e sereno.

E ben mille ciclopi fuor d'un bosco
io vidi uscir e fuor delli gran monti,
alti, che tanto abeti io non conosco.

10 Questi hanno sol un occhio in le lor fronti,
fabbri di Iove e duri nelle braccia,
crudel, nelle battaglie arditi e pronti.