Allor rispose:—Il sol, ch'è primo duce
di ciò che nasce, pietre preziose,
oro ed argento di laggiú produce.

130 Ver è che Pluto tutte queste cose
dona alla sposa sua, la quale è figlia
di quella che l'andata a me impose.

Io dirò a te una gran maraviglia:
che d'oro mi mostrò un sí gran monte,
135 che'ntorno gira piú di diece miglia.—
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E disse:—Io prego, quando lassú monte,
che tu nol dichi agli uomini del mondo
e d'esta mia ricchezza non racconte;

ché son sí avari, che 'nsin quaggiú al fondo
140 ei cavarieno a rubbar il tesoro,
il qual m'è dato in sorte e qui nascondo;

e son sí ghiotti e cupidi dell'oro,
che giá han cavato ingiú trecento braccia:
che non vengan quaggiú temo di loro.—

145 E, detto questo, con la lieta faccia,
ridendo, inchinò alquanto e disse:—Addio;—
e poi n'andò come chi fretta avaccia.

Alla mia scorta allora torna' io;
e seguitaila insin all'oceáno
150 per un viaggio molto aspero e rio.

Nettuno a noi col suo tridente in mano
venne risperso di marine schiume,
sí che sua barba e 'l capo parea cano.

Con lui vennon le ninfe d'ogni fiume,
155 delle quali al presente non ne narro,
ché 'n altra parte il contará il volume.

Nettuno poi ne pose sul suo carro
e solcòe 'l mar; e li mostri marini
facean, mirando noi, al plaustro sbarro.