160 Triton sonava, e li lieti delfini
givan saltando sopra l'onde chiare,
che soglion di fortuna esser divini.
Poiché mostrato m'ebbe tutto il mare
e che dell'acque la cagion mi disse,
165 perché sotto son dolci e sopra amare,
in terra ne posò e lí s'affisse,
e fe' ballar per festa le sue dame:
e poi dicendo:—Addio,—da noi partisse.
Allor Venus andò al suo reame.
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CAPITOLO XVI
Del reame di Venere, e come le ninfe del medesimo reame dispiacquero all'autore, perché usavano atti disonesti d'amore; onde Venere il menò a ninfe piú oneste, ma piú piene d'inganno.
Chi di Venus ben vuol saper il regno
com'è disposto, sguardi pure agli atti;
ché ogni balla si conosce al segno.
Come gli uomini sonno dentro fatti,
5 nell'opera di fuor si manifesta:
quella è che mostra i saggi ed anco i matti.
Poiché passata avemmo una foresta,
io vidi il regno suo piú oltra un poco
e gente vidi quivi in gioia e festa.