Descrizione di Gerusalemme
.
A corollario degli importantissimi avvenimenti da noi raccontati in questo mese, crediamo cosa opportuna il fare seguire una breve descrizione della Gerusalemme antica ed un'altra del Tempio di Salomone, in sostituzione alle nozioni di Archeologia biblica che ripiglieremo nel mese venturo.
Gerusalemme, come era quel centro dove serbavasi sotto un simbolo visibile la legge divina, così ell'era eziandio la metropoli di tutti gli Ebrei. Questa città collocata frammezzo ad adiacenze povere di erba e di alberi, a guisa di un edificio aereo s'innalzava 3,000 piedi sul livello delle pianure del Giordano; ed era piantata sovra quattro monti o colli di natura calcarea che la dividevano come in tre parti: la città alta, la città bassa e la città nuova. La prima, detta anche città di Davide, era situata sul monte Sion il più eminente degli altri. A scirocco (sud-est) del monte Sion era il Moria, o monte del Tempio, congiunto alla città superiore col mezzo di ponti.
La città inferiore sorgeva sopra un colle detto l'Acra a tramontana del Sion, ad occidente del Moria, ma alquanto più basso di loro; e più lunge, sempre verso a tramontana, alzavasi il quarto colle detto dagli Ebrei Bèzeta e dai Greci Henopoli, o città nuova, che una [pg 91] profonda fossa artificiale separava dalla Torre Antonia, sorgente dirimpetto.
A levante di Gerusalemme era il monte Oliveto, e uscendone, verso mezzogiorno aprivasi la deliziosa valle dei figliuoli di Hinnom ov'erano case, giardini, boschetti ed anco sepolcri, e girando verso ponente si entrava nella valle di Ghihhon. Da queste tre parti la città elevavasi sopra il dorso di rupi scoscese ed inerpicabili che la garentivano da nemici assalti: inoltre la cima era crestata di muri e di torri per cui il nemico, che voleva assalirla, prima di penetrare fino alla città alta era pur sempre obbligato a superare tre giri di mura. Le prime e più forti erano quelle fatte costruire da Agrippa onde chiudere la città nuova; avevano merli e 60 torri; la città inferiore aveva una linea di mura con 14 torri, indi altre mura ed altre torri più interne garantivano la città superiore. Altra fortezza era il Tempio, accessibile soltanto dal lato della città alta, perchè da levante presentava i dirupi del Moria, e dalle altre parti era protetto dalle fortificazioni interiori della città.
Ecateo, due secoli prima dell'Era volgare, dava a Gerusalemme 50 stadii di circuito e 120000 anime. Tacito conta che durante l'assedio vi fossero chiuse di dentro 600000 persone; ed il suo commentatore Brotier crede che parli della popolazione ordinaria senza contare gli Ebrei di fuori, che in quell'occasione si affollarono a Gerusalemme.
Plinio attesta che Gerusalemme era la più bella città non della Giudea soltanto, ma di tutto l'Oriente; ma questa magnificenza era dovuta in gran parte agli Erodi. La reggia degli Asmonei sopra la città alta era stata rifatta a nuovo da Erode il grande ed era non pure un palazzo reale con tutti i comodi e le delizie che si potevano desiderare da un gran principe, ma anche un castello; altre case reali e fortezze erano le torri d'Ippico, Fasaele e Marianna fatte fabbricare egualmente da Erode.
Gerusalemme era considerata come una città comune a tutti gli Israeliti e nella sua qualità di santa, non [pg 92] doveva contenere niente d'impuro. Era pertanto vietato l'introdurvi animali che la legge dichiarava immondi; erano vietati i mestieri che tramandavano fetore o impurità, ed erano persino espulse le galline a cagione del puzzo che lasciavano nelle case o nei pollai. I cadaveri dovevano essere trasportati fuori prima di notte; non doveva esservi letame, e per conseguenza non orti, non campi perchè sarebbe bisognato di coltivarli; gli alberi, fruttiferi dovevano essere piantati lontani almeno 25 cubiti, e gli sterili a 50; era però lecito di coltivarvi qualunque specie di fiori.
Non si saprebbe dire precisamente in quale tempo questa, città ricevesse il nome di Gerusalemme (abitazione o eredità della pace), che si trova per la prima volta nel libro di Giosuè. Forse era l'antica Salem (la pacifica), ove ai tempi di Abramo regnava un certo Melchisedecco il sacerdote di Dio altissimo. Essa fu conquistata da Davide che ne fece la capitale del regno.