[62]. Ambizione che non muore con Pericle, ma che ancora ad Alcibiade sorriderà. Tucid. VI. 91.
[63]. «Generalmente gli animi assai più propendevano per Lacedemone, siccome quelli che promettevano di liberare la Grecia; epperò tutti e privati e città procacciavano a poter loro di sovvenirli col consiglio e coll'opera, cotanta era l'indegnazione contro agli Ateniesi; chi voleva sottrarsi alla loro signoria, e chi temeva di soggiacervi. Con tal animo e con tali preparativi si movevano alla guerra.» Tucid. II. 8.
[64]. Vedi in Tucid. VIII. 2. le disposizioni e le speranze degli alleati di Atene alla notizia del disastro degli Ateniesi in Sicilia.
[65]. Tucid. VIII. 14. 17. 44. 62. 80. 95.
[66]. Tucidid. VIII. 90.
[67]. Plutarco in Pericle, 45. 46. — Tucidid. I. 126. 139.
[68]. Far dipendere la guerra dalle intimazioni spartane per il decreto di Megara, sarebbe come dire che fu, non il Piemonte nè il popolo italiano, ma bensì l'Austria che volle la guerra del 59, perchè fu essa che, allorquando la guerra divenne inevitabile mandò per la prima a Torino, alla vigilia dello scoppio, l'intimazione del disarmo.
[69]. Tucidid. I. 118.
[70]. Tucidid. I. 69-71.
[71]. Tucidid. I. 23. 40. 119. 125. 141; II. 10; III. 16, V. 17. 30. 77. 79.