[129]. Peyron, Polit. e amministr. di Pericle, 9. — Isocr. Sociale. 16. Areopag. 38.
[130]. Appendice del signor D'Arcais nell'Opinione del 23 giugno.
[131]. «Pinxit — Parrhasius — et Demon Atheniensium argumento quoque ingenioso; volebat namque varium, iracundum, injustum, incostantem, eundem exorabilem, clementem, misericordem excelsum, gloriosum, humilem, ferocem, fugacem, et omnia pariter ostendere» — Plinio. Hist. Nat. lib. XXXV. c. 10.
[132]. Nelle parole di Socrate nell'atto primo, intese a preparare le scene dell'atto secondo, cercai riassumere appunto questo concetto storico del dramma:
«Socr. Guarda alla repubblica cadente, da che le virtù della repubblica se ne andarono! Guarda le discordie de' cittadini, le leggi scadute da che Pericle governò; i rotti e molli costumi che generano l'ignavia nelle tende e sulle navi; l'ingordigia de' salarj, le industrie rovinate dalle ciancie del foro e della Eliea, dai mercenarj e dalle feste; le campagne desolate dall'asta Spartana. Tu che agogni ad essere eroe, comincia ad essere cittadino! Tu che vuoi vincere il mondo, comincia a vincere te stesso.»
[133]. Ecco il corpo del reato sorpreso indosso al signor marchese, cioè il suo giudizio critico copiato dall'appendice di Yorick:
«Yorick a Firenze ha dimostrato che il signor Cavallotti nell'Alcibiade aveva calunniato la repubblica. E tale è veramente l'impressione che si riceve da questo lavoro, il quale pare a prima giunta una sfuriata del Cavallotti contro i suoi amici politici dell'antica Grecia. Per questa volta spetta ai giornali monarchici il mostrarsi più repubblicani dell'onor. deputato di Corteolona. E invero nè la grandezza dell'antica Grecia si spiegherebbe, nè in ispecie quella di Atene, e il potente impulso da esse recato alla civiltà di que' tempi, se le scene greche di cui fummo spettatori fossero lo specchio fedele di quella società che a traverso i secoli risplende ancora di tanta luce. Bisogna cercare la società greca altrove che nei parassiti nelle cortigiane, e nei vaniloqui dei politicastri. Questo valga a dimostrare (!) che il signor Cavallotti, il quale aveva un vastissimo soggetto per le mani, non ne ha visto e riprodotto che un aspetto solo, e il meno importante.»
Tanti periodi — tante.... facezie storiche!
[134]. Nel dramma completo per le stampe, vi sono anche questi.
[135]. Così, per es. il signor Garofalo nell'appendice dell'Unità Nazionale 3 giugno 1874: «L'imagine ridente di Atene che il chiarissimo Yorick si è formata (e che — aggiungo io — il chiarissimo D'Arcais ha copiata) è combattuta dai fatti, consacrati in quelle storie a cui egli nega una piena fede. — In quanto a storia sono col Cavallotti e credo che la sua descrizione della società ateniese sia giusta e vera. Facendo un dramma storico egli ha seguito la storia, e di essa ha nudrita la sua imaginazione. E chi abbia letto Tucidide o Senofonte non dirà ch'egli abbia caricato le tinte, mostrandoci gli intrighi delle elezioni, la facilità della seduzione collo sfoggio dello spirito, dell'ingegno e anche della bizzarria, la corruzione dei parassiti, ecc.»