Mèn. ... e per farla valere, appunto, si misero insieme, poichè il giovine stette duro a far la lite...

Mìrt. ... quella sfacciatella avrà soffiato sotto...

Mèn. (aderendo) — ... la sfacciatella soffiava sotto — e chiesero all'arconte che la domanda dell'improvvisato cuginetto fosse respinta, contestandone la parentela. Ma sì! il cuginetto era assistito da un avvocato coi fiocchi, il vecchio Isèo, il quale squadernò davanti ai giudici un albero genealogico, in linee rette, oblique, laterali e trasversali, che risaliva sino a Codro per via di femmine e per via di maschi sino a Teseo: un albero rispettabile. Di più, esibì la testimonianza dei servi, i quali, posti ai tormenti,[143] dichiararono aver una volta udito il padre della fanciulla, nel contrattar la compera di un asino, chiamar parente il padre del giovine. Di più, la ragazza interrogata, abbassando gli occhi con molta ingenuità e grazia pudica, confermò anch'ella questa circostanza...

Cròb. Dell'asino?

Mèn. (confermando e battendogli sulla spalla) Dell'asino.

Mìrt. (impaziente) Insomma... la conclusione...

Mèn. La conclusione — ecco... l'albero, veramente, era un po' imbrogliato... ma il vecchio Isèo ci mise tanta eloquenza — «giudici, guardate questo! considerate quest'altro!»...

Mìrt. Che i corvi se lo mangino!...

Mèn. ... e quei due giovani, a vederli, lì insieme, tutti e due, biondi, rosei, mandandosi certe occhiate — dritte, laterali e trasversali — come quelle dell'albero, pareano così fatti l'una per l'altro...

Mìrt. (furiosa) E quindi...