Mènecle e Cròbilo.
Cròb. (comicamente, a parte) (Che tenerezze!) (a Mènecle) Non si può dire che tra marito e moglie sprechiate eccessivamente il fiato... Vi parlate sempre così?
Mèn. Quasi sempre.
Cròb. Non vi anderà giù la voce. E, dimmi, il giorno che l'hai sposata, l'hai almeno avvertita delle tue abitudini di... eloquenza domestica?...
Mèn. Non ci ho pensato.
Cròb. Eppure, scusa sai, ma mi sembra... era forse il caso di pensarci... essendo tu quel galantuomo che sei... che tutta Atene conosce...
Mèn. (vivissimo) E chi, chi ti dice ch'io non lo sia?...
Cròb. Lo sei! lo sei! per Ercole! l'han fino scritto col carbone sui pilastri del Ceràmico...[145] Appunto...
Mèn. Appunto... se si è galantuomini e si è fatta una minchioneria, non si seguita a sospirarne tutto l'anno e ingrassarci sopra... (parlando, fissa l'occhio su Cròbilo)... Si fa di meglio... Ci si ripara...
Cròb. Eh?