[118]. τὰ τῆς γῆς ἀγαθά. — Alcifr., Lett., II, 3.

[119]. ’Ὲχν δ’ἐπίχληρον Αάμιαν «Ho (sposato) una strega con la dote (esclama lamentosamente in Menandro un vecchio marito): non te l'ho già detto? Non te l'ho già detto? Casa e campi mi vengono da lei: e m'è toccato per averli di prendere anche lei insieme: e questo, o Apollo, è il peggior dei mali!» Men., La collana (Πλόκιον), pr. Aul. Gel., I. — Mein., Fr. Com. gr., IV, 191.

[120]. Plutarco. Proverbii — E poco diverso dai Greci diciamo anche noi: chi sprezza vuol comprare.

[121]. Terenzio, Formione: «Nausistrata. In verità mio marito amministra senza una cura al mondo i poderi bene acquistati dal padre mio: chè egli ne ricavava, senza manco, due talenti l'anno d'argento: vedete che differenza da uomo ad uomo! — Demifone. Due talenti! — Nausis. Proprio! due talenti! e sì le derrate non valeano uno per cento d'adesso». v. 788-790. — Cfr. sopra, nota 37, framm. del Πλόκιον.

[122]. Πατρῷ’ ἒχειν δεῖ τὸν χαλῶς εύδαιμονα «Fortunato quegli che è ricco dell'eredità del padre! poichè delle cose che entrano in casa colla moglie il possesso non è nè sicuro nè allegro». Men., inc. fab., fr. 54. «Se siete povero e sposate una donna ricca, vi pigliate una padrona e non una moglie: vi riducete alla condizione di essere a un tempo e servo e povero». Anassandride, incert. fab. «O tre volte infelice chiunque essendo povero conduce moglie!» Men., Πλόκιον, pr. Stob., LXVIII. «Alla fronte superba e alle sue arie tutti si voltano a guardar Crobila: poichè è ben nota mia moglie, dalla ricca dote, o piuttosto la padrona che mi possiede!» Men., Πλόκιον, pr. Aul. Gel., II, 23. «La moglie di lui è la padrona di tutto: essa comanda e lo strapazza senza posa». Men., Piloti, (Κυβερνῆται).

[123]. «Ma il nostro tesoro è stato carboni (ἄνθρακες ὸ θησαυρὸς ἦσαν) come dice il proverbio». Luciano, Zeusi. «Se sapessi ch'ella ha rivolto ad altri il suo amore, tutti i tesori mi diventerebbero cenere». Alcifr., Lett., II, 3.

[124]. Cfr. Aristof., Nubi, v. 71.

[125]. Disposizione degli attori in iscena:

Aglae, Crìside — Cròbilo, Fania.

[126]. V. un frammento dei tempi della commedia di mezzo in Eubulo, Χρύσιλλα. — Mein., Frag. Com. græc., III, 260. — Cfr. in Aristofane, Tesmofor., v. 545-550: ed Euripide, Androm., Jon, Ippolito, Alceste, ecc.