SCENA I.

Aglae e Tratta.

(Aglae traversa rapidamente la scena, dalla porta laterale di sinistra, quella del gineceo, alla porta di mezzo ch'è nello sfondo: a mezza via si arresta, e chiama forte.)

Agl. Tratta!

Tr. (affacciandosi dalla porta di sinistra) Padrona!

Agl. Appena vien Fània da mio marito, avvertimi. Va! (Tratta rientra). E dunque... Fània, da fratello affettuoso, compiangendomi, pensa a parlare per me; Mènecle, da marito magnanimo, compiangendomi, pensa a liberar me; Cròbilo, da amico leale, compiangendomi, pensa a consolar me. E se Aglae la compianta li burlasse tutt'e tre? (esce per la porta di mezzo).

SCENA II.

Mènecle e Blèpo.

(Mènecle leggendo una carta, seguito da Blèpo, entra dal peristilio a destra).

Mèn. (leggendo) «Scegliere fra essere o non essere. O si è marito o non si è. Se essere non volevi, non dovevi diventarlo». Ma bravo, per Giove, mio cognato Fània! Platone non avrebbe ragionato meglio! (si volge a Blèpo) E che t'ha detto Fània nel darti questa?