Sei ingiusto, ti ripeto. Ricordati ch'io non volevo lasciarla andare al letto di sua madre...

GIACOMO.

E siccome era un delitto contro natura, te l'ho impedito... E se te ne fosse rincresciuto, e te ne fosse rimasto il rimpianto, adesso non mi faresti tanta cera...

RICCARDO.

Intanto così ella mi fu rubata...

GIACOMO.

Come tu l'avevi rubata prima...

RICCARDO.

E io quel giorno ho creduto di morirne... I pochi mesi vissuti con Lea tra l'ansie della fuga e del nascondersi, che rendevano ora tristi ora febbrili i nostri baci, eran passati su di me come un sogno fuor del quale mi parea di non poter vivere... Girai otto mesi per cercarne le traccie... Invocai i miei diritti, minacciai, ricorsi a magistrati, a consolati, a legazioni... tutto fu inutile... Otto mesi la poveretta irreperibile languì in un convento... e il console che mi trasmise il suo atto di morte non potè darmi neppure una sua riga, neppure un suo ricordo, una ciocca di capelli che mi recasse il suo ultimo addio!...

GIACOMO.