1.º AUTORE.
(vivissimo)
No, grazie, un'altra volta.
(scappa via)
(Tra il dialogo dei due autori, e il successivo fra Bardi e l'autor della Lea, intercede qui una piccola scena muta. Una figurina elegante di donna, apparentemente una qualche attrice, guarda dietro i vetri della porta d'ingresso; il Cameriere corre a lei, parla seco, rientra sorridendo con malizia e va a riporre nel casellario vicino al banco una lettera consegnatagli; l'altro avventore ch'era in bottega si alza, s'accosta al Cameriere e con gesti gli domanda chi è quell'attrice; saputolo, le corre dietro. Il padrone del caffè, stando al suo banco, vede che l'avventore è corso via senza pagare, ne fa cenno al Cameriere che corre al vassojo dell'avventore, verifica infatti che non c'è il danaro e corre all'avventore dietro. Ritorna di lì a un momento mortificato, con gesto espressivo accennando al padrone che non lo ha potuto raggiungere e soggiunge)
CAMERIERE.
(al padrone)
Noti trenta!
PADRONE.
(dal banco prendendo il mastro e annotando con dispetto)