[657]. Guillelmus, l. c. Nihil esse Paradisum neque Infernum, sed qui haberet, cognitionem Dei, quam ipsi habebant, paradisum haberet in se; qui vero mortale peccatum, haberet infernum in se, sicut dentem putridum in ore.

[658]. Dagli Atti, pag. 129: Mentiti sunt bonorum Baptismatis non egere parvulos.

[659]. Altaria sanctis statui, et sacras imagines thurificari idolatriam esse dicebant. Eos, qui ossa martyrum deosculabantur, subsannabunt. (Caes. Heist., pag. 130).

[660]. Confessionem, Baptismum, Eucharistiam et alia, sine quibus salus haberi non potest, locum de caetero non habere; sed unumquemque tantum per gratiam Spiritus Sancti interius, sine actu aliquo, inspiratam salvari posse. (Guillelmus Armoricus, pag. 127).

[661]. Caes. Heist., pag. 130: In quarta descendet ignis super Praelatos Ecclesiae, qui sunt membra Antichristi. Dicebat enim qui Papa esset Antichristus et Roma Babylon. Et ipse sedet in Monte Oliveti, id est, in pinguedine potestatis.

[662]. Debbo la notizia di questa cronaca al bibliotecario della Nazionale di Napoli, sig. Alvisi, il quale ha studiate e confrontate le diverse redazioni, e raccolti molti materiali sulle fonti. S'è cercato finora invano un editore, che voglia pubblicare questo antico documento nell'originale latino.

[663]. L'Affò, Vita di frate Elia, Parma, 1819, pag. 10, crede che la cronaca rimonti ai principii del secolo XIV, ma non sia stata scritta dal B. Angelo da Cingoli detto Clareno, come sospettava il Wadding. La redazione italiana è anch'essa antica, e l'esemplare che vide l'Affò non conteneva se non cinque Tribolazioni. In fine del volume in carattere nero si leggeva: «Finisce la clonicha dellordine delli frati minori ad gli anni MCCCXXIII».

[664]. «Certamente, dice l'Affò a p. 11, questo libro è antico, e vi sono inseriti dei squarci tolti e copiati interamente da altri ancora più vecchi, perchè nella seconda tribolazione facendosi memoria di fra Bernardo ecc., soggiunge l'autore: E molti altri degli quali io ne vidi alquanti e udii dalloro quello che io narro; ma appunto per essere un accozzamento di cose tolte da molti vi sono mescolate moltissime falsità .... Accozzamenti di più racconti tolti qua e là sono pure il Libro intitolato: Speculum Vitae B. Francisci et sociorum ejus e i Fioretti di S. Francesco, onde benchè antichi d'assai non sono troppo sicuri». Al passo citato dall'Affò aggiungo quest'altro, che accenna pure all'autore della Cronaca pag. 93r. E noi che fummo con lui (S. Francesco) quando che scrisse la regola, e quasi tutte le altre sue scripture, li rendiamo testimonianza che scripse più cose nella regola e nelli altri suoi decreti, delle quali cose alcuni frati li furono contrarii in vita sua.

[665]. Tommaso da Celano, Vita di S. Francesco, cap. III, (Acta SS., octobris, II, 689). Cum .... Sanctus Dei assistens ibidem verba evangelica intellexisset, celebratis missarum solemnis, a sacerdote sibi exponi Evangelium suppliciter postulavit; pag. 690, solvit protinus calceamenta de pedibus, baculum deponit e manibus, et tunica una contentus, pro corrigia funiculum immutavit.

[666]. Vedi la seconda regola in Wadding, Annales Minorum, II, 64: Si qui voluerint hanc vitam illis verbum Sancti Evangelii, quod vadunt et vendunt omnia sua, et ea studeant pauperibus erogare. Et caveant fratres et eorum ministri, ne solliciti sint de rebus suis temporalibus, ut libere faciant de rebus suis quidquid Dominus inspiraverit eis.