Dilectis filiis Prioribus et Comuni n. Nepesine.

Alex. P. VI. Dilecti filii sal. et ap. ben. Quoniam in transitu dil. in xpo. filie nobilis mulieris Lucrezie de Borgia Ducisse, que hinc die lune proximo ad dil. fil. nob. vir. Alfonsum Ferrarie Ducalem Primogenitum consortem suum cum magna nobilum comitiva traducetur, ducenti equites ad vos divertent volumus, et vobis mandamus pro quanto gratiam nram caram habetis, et indignationem cupitis evitare, ut dictos 200 equites pro una die, et duabus noctibus apud vos mansuros recipiatis, eosque honorifice tractetis, ita ut de promptitudine vestra possetis apud nos non immerito commendari. Datum Rome apud S. Petrum sub anulo Pont. Die XXVIII. Decembris 1501. Pontif. N. A. X.

Hadrianus.

(Archivio della Casa Comunale di Nepi.)

Documento N. XXXIV. Pozzi e Saraceni al Duca Ercole.

Roma, 2 gennaio 1502.

Illustrissimo et excellentissimo Signor Nostro observandissimo hogi suxo la Piaza del Palazzo alcuni Zaneteri cun Cavalli leggieri et peduni: hanno fatto la cacia de li tori senza cani, perchè havevano incluso circa X tori in uno stecato et mandati fora ad uno ad uno li assaltavano, ferivano et amazavano; ma due o tri de' dicti cavalli furono feriti.

Tra heri et hogi sono stati numerati circa XXVII Ducati a Zoanne Ziliolo thesoriero: Domane credemo havere tutto l'resto: excepto cinque milia ducati li quali per mano deli Ginucij ni pagano in Ferrara, senza perdita alcuna e inanti che siamo giunti a Ferrara; et di questo se obligheranno a nui dicti Genucii in bona forma.

Questa nocte in la Camera de Nostro Signore è stata recitata la comedia del Menechino et con bona de quellui ch'havea la persona del servo, et del parasito, et similmente del scorto, et de la dona de Menechino, ma li menechini non dixero cun multa gratia, erano senza maschare, et non gli era scena alcuna: perche la Camera non era capace: et in quello loco dove Menechino fu preso per ordine del socero credendo chel fosse impacito cridando che li fosse facto violentia, dixe essere maraviglia, che se usassero tale violentie sospite Cesare, Jove propitio, et votivo Hercule, inanti a la recitatione de la comedia fu facta questa representatione, che prima comparse uno puto vestito da donna representante la Virtù, et un altro representante la fortuna: et facta contentione fra epse, quale fosse superiore sopraggionse la gloria sopra un carro trionfale, la quale havea il mondo sotto li piedi et gli erano scripte queste parole: Gloria Domus Borgie. La gloria, la quale etiam se chiamava luce preferite la virtù ala fortuna: dicendo che Cesare et Hercole haveano con virtù superata la fortuna: referendo multi nobili facti de lo Illmo Signor Duca De Romagna: poi comparse hercule vestito de la Pelle del Leone, et cun la clava contra del quale Junone mandoe la fortuna, et combatendo hercule cun la fortuna, la vinse, prese et ligete: et venuta Junone a pregare hercule per la liberatione de la fortuna, Lui come clemente et magnanimo, la concesse a Junone cun questa lege, che ne l'una ne l'altra mai facesse contra la Casa d'Hercule, ne contra la Casa Borgia de Cesaro: et cussi promiseno, et piu ultra promise Junone de favorire il matrimonio contracto tra dicte Case: di poi vene Roma suxo uno Carro trionfale, et si dolse che Alexandro che tene il loco de Jove, ge facesse questa iniuria de levarli la Illma Madona Lucretia commendandola grandemente, et demonstrando che la fusse il refugio de tuta Roma. Apresso vene Ferrara senza carro trionfale la quale allegava, che Madona Lucretia non andava in loco degenere, e che Roma non la perdeva: sopragionse Mercurio, mandato da li Dei e fosse concordia tra Roma e Ferrara, concludendo la volontà degli Dei essere che Madona Lucretia venisse a Ferrara, e fece ascendere Ferrara suxo uno carro triunfale a la parte più digna. — Tute queste cose furono recitate in verso heroico multo elegante — Celebrando sempre multo la coniunctione tra Cesare et hercule. Cun voler anche manifestamente inferire che inseme dovessero far gran facti contra li inimici de hercule per modo che se li effecti respondesseno a questi pronostici le cose nostre veniriano a multo bon termine: Et in bona gratia de Vostra Excellentia ne recomandiamo. Rome ji Januarji 1502.

Celsitudinis vestre