Servi Joannes Lucas.
Gerardus Saracenus.
(Foris) Illmo Principi et Excellentissimo Domino Domino Nostro observandissimo Domino Duci Ferrarie
Ferrarie.
(Archivio di Stato in Modena.)
Documento N. XXXV. El Prete alla Marchesa Isabella Gonzaga.
Roma, 2 gennaio 1502.
Illma Madama, Hozi che è el pº di de lanno se fato uno stechato in su la piaza de S. Pietro e intorno si sono fate de molti tribunali circha ale ore 20 sono venuti tredici carri triunfali accompagnati da multa zente armata a pede e a cavallo numero forsi di un milio che fu bel spetaculo con soni asai e se porto el stendardo romano questa festa si domanda dagone questa monstra durò hore 4 se recitorno versi da non se potevano intendere, la Santà de Nº Sigre, el nostro Cardle erano a una fenestra li altri in za e in la, madama Lucretia stava ala sua stanza fornito questo acto la Santtà del papa mandò a dire al Sigr dn Ferando che facesse restare li zentilhomeni perchè se volevano recetare certe comedie: a hore 4 el mandò a domandarli e cosi se andò dove trovasemo sua Santtà in la camera del papagallo in sedia acompagnato da deci cardinali subito como fusome intrati el venne la Illma Madma Lucretia accompagnata da molti spagnoli e dale sue donne, sua Sigia aveva in capo quella scofia de zove mandata da Ferrara senza lenza el trinzato de seta bianca listato doro el pede de la treza ligato de incarnato la camora de veluto morello con certi frisi fati al telaro listate, le maniche ala francesca non troppo grande e curte listate de uno lavoro che sono perle 4 e uno balasso per longo e denanze al collo una canacha de zoie una sbernia de borlato doro coperta de raso leonato tuto talgiato con uno lavoro intorno uno cinto bello e fiochi bianchi, in questa sira sono comparse sei dele sue donzelle vestite molto pomposamente camore de veluto cremesino e brochato doro sbernie de seta di varij colori e doro, Asetate le brigate madama a man dritta del papa a basso so cosino, vene certi pastori che recetorno una comedia anzi egloga tuta in laude de questa signora, fornita questa el papa fece levare madama Lucretia e mandola in la salla di papi questa sala era aparata de coltrine doro molte belle facte per papa Inocentio e in mezo li stava la sedia papale alicontro el gera uno tribunale basso e streto adobato de frasche conze galantemente con torze venti bianche atachate al solaro asetate che furon le donne el papa e tuti li cardinali andeno con tanta furia e strele de uso, io avea fredo e sudava asetati chi in banche chi in terra el paron mio questa sera per due volte fu carezato dal papa e chiamolo lui e fecelo asetare ali soi pede se recetò una egloga el significato non lo intendo, fornita questa venne uno vestito da dona cum una zipa de incarnato e veluto morello facendo la morescha molto bene e cosi balando la tirava fora certi animali longi braza sei e tanti colti coperti de seta ala dovisa et erano novi, l'ultimo fu el duca el suo animale era coperto de borcato doro e veluto morello de liste larghe uno dito molto pomposo, uscito che furno tuti questa donna balando in morescha li cavò fori tuti, cosi se comenzò una richa danza con tamburini, queste erano veste de borchato morello e zallo non se vedeva se non oro talgiato el duca pure cosi ma più pomposo se cognosceva fra li altri con maschare al volto, fornito questa morescha sonaro li trombeti una altra morescha in suso uno arboro vera uno puto che si fe fora e dise certi versi, feniti butò novi cordoni de seta ala dovisa grossi uno dito questi ne pigliarono uno per uno e balando ne facevano una cordella e quello puto la teseva, in vero la fu una bella cosa, fornita questa che erano dele ore undeci el papa comandò a madonna Lucretia che facesse una danza e così ballò con quella valentia dreto poi ballono quelli dala morescha una copia per volta, el S.r mio li steti in fino a questa hora perchi siame logiati longo dala corte due miglia se ne veneseno a casa, intesi la matina chel non se fece altro.
In suso queste feste ve erano de le donne assai stravestite, el secondo dì de lanno se fece la cazia de tori dove el Duca uscito in campo con li soy compagni che erano novi a cavallo in suso le zaneti molti bene adobati con zanete in mano subito furo lassati dui tori, il duca se messo dreto a uno feroze e conduselo a morto con qualche pericolo se levò del stecato lui solo ne furno lassati de li altri e così li compagni li amazarno, vene el Duca poi a pede in zupone con dece compagni e zanete in mane e li tuti in sieme ne amazorno un altro, se partì, io non lo viti più ma questa festa durò in sino a lavemaria se amazorno deci tori e una buffala io non viti madama Lucretia per quello dì se ne stava ala sua stantia, in questa sera se fato una comedia latina el S.r per esser cose lonze non li e restato, la S. V. sa mo per questa fin qui quello e successo e ala bona gratia de quella me raccomdo se rasona che possodomani se debiame partire ma nol credo perche se va molto adasio. Ex Urbe die 2 Jann.i 1502.
S. El Prete.