[280]. Testamento di Vannozza nell'Archivio del Campidoglio, cred. XIV, T. 72, pag. 305, negli Atti del notaio Andrea Carosi.

[281]. Presso Marin Sanudo, Diario, vol. XXVI, fol. 135.

[282]. Pubblicata nella Lucrezia Borgia, duchessa di Ferrara, dello Zucchetti, pag. 21.

[283]. Appendice di documenti, [n. 59].

[284]. Edita dallo Zucchetti, pag. 23.

[285]. Edita dallo Zucchetti, pag. 23. Lo Zucchetti crede che il cilizio di Lucrezia non fosse la veste di crini, ma quel cordone che sogliono portare stretto e nascosto sotto gli abiti gli ascritti al Terziarato di San Francesco. Anche Dante deve averlo portato siffatto cordone.

[286]. Devo alla bontà del signor Giulio Friedländer, direttore del Gabinetto numismatico di Berlino, una copia in gesso della medaglia colà esistente, e che è l'esemplare più perfetto tra quelli che se ne trovano (in Ferrara, Modena e Bologna). L'incisione è presa dal rame stesso, che il signor Friedländer fece disegnare pel suo scritto sulla medaglia di Lucrezia: Eine Schaumünze der Lucrezia Borgia von Filippino Lippi, ne' Berliner Blätter für Munz = Siegel= und Wappen = Kunde. Bd. III, Berlin, 1806. In quello scritto il lettore può vedere ciò che l'esimio Numismatico ha detto a proposito della medaglia e del tempo dell'impressione. Egli pensa che nel gennaio 1502 ne fu fatto in Bologna il modello in cera, che non venne poi eseguito che nel 1505, quando Lucrezia era divenuta di fatto duchessa di Ferrara.

[287]. Le due medaglie si trovano nel Trésor de Numismatique et de Glyptique, II, pl. XXV, 2, e II, pl. XXIV, 1.

[288]. Vedi Ugolini, Storia dei Duchi d'Urbino, cap. II, pag. 248.

[289]. J. M. S. Daurignac, Histoire de S. Francois de Borgia, duc de Gandie, troisième General de la Compagnie de Jésus. Paris, 1863.