Don Juan restò in Spagna, ove fu uno de' Grandi, e di grado elevato assai. Sposò Giovanna d'Aragona, principessa della caduta Casa reale di Napoli; e in seconde nozze, nell'anno 1520, donna Francesca de Castro y Pinos, figlia del visconte d'Eval. I matrimonii de' Borgia furono la maggior parte assai fecondi. Venuto a morte codesto nipote di Alessandro VI nel 1543, non lasciò meno di quindici figliuoli. Le figlie si maritarono con Grandi di Spagna, e i figli appartennero alla più cospicua nobiltà del paese, ove conseguirono altresì le più alte cariche. Il maggiore, Don Francesco Borgia, nato il 1540, fu duca di Gandia, un gran signore, molto stimato alla Corte di Carlo V, che lo fece vicerè di Catalogna e commendatore di Santo Jago. Accompagnò anche l'imperatore nelle spedizioni in Francia e sino in Affrica. Il 1529 erasi ammogliato con Eleonora de Castro, dama di corte dell'imperatrice. E n'ebbe cinque figliuoli e tre figliuole. Morta la moglie nel 1546, nulla più lo trattenne dal seguire la passione, che da lungo tempo covava in seno, per la Compagnia di Gesù, quella cioè di rinunziare per sempre alla sua splendida condizione e di farsi gesuita. Pareva quasi una misteriosa tendenza ve lo spingesse, per scontar così i peccati della casa sua. Eppure non deve far maraviglia di trovare un pronipote di Alessandro VI sotto l'abito de' Gesuiti. La stessa demoniaca energia di volontà, per la quale i Borgia eransi segnalati, animava pure il loro compatriotta Loyola, benchè sotto altra forma e rivolta a diverso scopo. Ed anche le massime del Principe del Machiavelli divennero la parte politica delle costituzioni gesuitiche.
Il duca di Gandia andò nel 1550 a Roma per gettarsi a' piedi del Papa e divenire membro dell'Ordine. Appunto allora Paolo III, fratello di Giulia Farnese, era morto, e Giulio III Del Monte asceso alla Santa Sede. Ma in Ferrara era ancora sul trono Ercole II, zio cugino di Don Francesco. Egli si ricordò della parentela e lo invitò, andando a Roma, di passar per Ferrara. Francesco si fermò alla corte del figlio di Lucrezia tre giorni, e vi fu ricevuto anche da Renata. Non si sa se l'entusiastico discepolo di Loyola fosse a notizia de' sentimenti religiosi dell'amica di Calvino. Il loro incontro però, nella patria del Savonarola e nell'appartamento di Lucrezia, offriva un contrasto acutissimo e de' più strani. Francesco continuò quindi per Roma; donde poscia tornò presto di nuovo in Spagna. Morto il Lainez, fu nel 1565 terzo Generale della Compagnia di Gesù. Morì in tal qualità a Roma l'anno 1572. La Chiesa lo santificò; così un pronipote di Alessandro VI divenne un santo.[289]
La discendenza di questo Borgia si ramificò, innestandosi con le più nobili famiglie di Spagna. Il suo primogenito Don Carlos, duca di Gandia, sposò donna Maddalena, figlia del conte Oliva della casa Centelles. Così quella famiglia, cui apparteneva il primo promesso sposo di Lucrezia, s'imparentò un mezzo secolo più tardi con i Borgia. La stirpe de' Gandia durò sin nel secolo XVIII, nel quale ebbe anche due cardinali Borgia.
Ercole II non scoprì le eretiche relazioni di sua moglie che nel 1554. La cacciò in un chiostro. Ma la nobile principessa restò fedele alla Riforma. Quando l'Inquisizione soffocò a Ferrara il moto riformatore, essendo duca il figlio suo, ella rientrò in Francia. Ivi visse fra Ugonotti nel suo Castello di Montargis, e vi morì nel 1575. Per strana combinazione il duca di Guisa fu proprio genero di lei.
Renata diede al marito parecchi figliuoli: Alfonso, principe erede; Luigi, più tardi cardinale; donn'Anna, sposatasi appunto col duca di Guisa; donna Lucrezia, poscia duchessa d'Urbino; e donna Leonora, rimasta nubile.
Il figlio Alfonso II successe nel Governo di Ferrara l'anno 1559. È quel duca reso immortale dal Tasso. Come l'Ariosto, al tempo del primo Alfonso e di Lucrezia, aveva glorificata la casa d'Este con un poema monumentale, così ora Torquato Tasso continuava codesta specie di esaltazione tra i nipoti, quando sul trono di Ferrara sedeva il secondo Alfonso. Il caso metteva così ai servizii della stessa corte i due più grandi poeti epici d'Italia. La sorte del Tasso è uno dei più sinistri ricordi della casa d'Este; eppure, che il cigno canoro abbia fatto risuonare proprio in mezzo alla corte di Ferrara la sua canzone, è, al tempo stesso, l'ultimo dei ricordi che abbia importanza nella storia di quella. Perchè con Alfonso II, nipote di Lucrezia Borgia, morto senza figliuoli, s'estinse il 27 ottobre 1597 la linea legittima della famiglia d'Este. Don Cesare, un nipote di Alfonso I, figlio di quell'Alfonso, che Laura Dianti aveva a colui partorito e di donna Giulia Della Rovere di Urbino, salì, è vero, al trono di Ferrara alla morte di Alfonso II, come suo erede per legge; ma il Papa nol volle riconoscere. Indarno cercò mostrare come l'avo suo, poco prima di morire, avesse regolarmente sposato Laura Eustochia, e che fosse per questo divenuto egli legittimo erede della casa. A nulla giovò che i giureconsulti perorassero la validità delle pretensioni di Don Cesare innanzi ai tribunali di papi ed imperatori. E approdò ancor meno, che, sull'esempio del Muratori, quei diritti, a tutt'oggi, fossero dai Ferraresi sostenuti. A Don Cesare fu giuocoforza sottomettersi alla decisione di Clemente VIII. Il 13 gennaio 1598 il nipote di Alfonso I dovette firmare la rinunzia al Ducato di Ferrara. Con la moglie Virginia dei Medici e coi figliuoli abbandonò quella, che per secoli era stata la residenza degli antenati suoi, e si ridusse a vivere a Modena col titolo di Duca di questa città, alla quale s'aggiunsero anche Reggio e Carpi.
Don Cesare continuò quivi la linea collaterale degli Este. Sullo scorcio del secolo XVIII, mercè l'arciduca Ferdinando, essa trapassò nella casa Austro-Estense. Ed anche questa oggi è venuta meno. E caduta pure è la dominazione dei Papi in Ferrara. Là ove un tempo, quando nel 1502 Lucrezia Borgia fece il suo ingresso, sorgeva Castel Tedaldo; là, ove Clemente VIII fece erigere la grande fortezza, oggi non è che un campo: la fortezza fu smantellata nel 1859. In quel campo sta dimenticata e quasi sperduta la statua di Paolo V, e intorno intorno tutto è solitudine. Così anche oggi, innanzi alla rôcca di Giovanni Sforza in Pesaro sorge una colonna, dalla quale la statua fu abbattuta: sulla base si legge: «Colonna di Urbano VIII; ecco tutto quel che ne rimane.»
APPENDICE DI DOCUMENTI ALLA LUCREZIA BORGIA.
INDICE DE' DOCUMENTI.
| Documento | ||
| I. | Tavole nuziali tra Gianandrea Cesarini e Girolama Borgia. — (24 gennaio 1482) | [Pag. 353] |
| II. | Tavole nuziali tra Carlo Canale e Vannozza Catanei. — (8 giugno 1486) | [354] |
| III. | Tavole nuziali tra Ursino Orsini e Giulia Farnese. — (20 maggio 1489) | [355] |
| IV. | Tavole nuziali tra Lucrezia Borgia e Don Cherubin Joan de Centelles. — (26 febbraio 1491) | [358] |
| V. | Ad Bovem Borgia | [364] |
| VI. | Beatrice Borgia ad Alessandro VI. — (9 settembre 1492) | [365] |
| VII. | Scioglimento del contratto di matrimonio tra Lucrezia Borgia e Don Gaspare. — (8 novembre 1492) | [ivi] |
| VIII. | Ercole d'Este ad Alessandro VI. — (3 gennaio 1493) | [371] |
| IX. | Minuta delle tavole nuziali tra Lucrezia Borgia e Giovanni Sforza. — (2 febbraio 1493) | [372] |
| X. | Gianandrea Boccaccio al duca di Ferrara. — (13 giugno 1493.) | [376] |
| XI. | Lorenzo Pucci al fratello Giannozzo. — (23, 24 dicembre 1493) | [378] |
| XII. | Don Juan, duca di Gandia, al marchese Gonzaga. — (12 settembre 1496) | [381] |
| XIII. | Poesia sulla morte di Don Juan di Gandia. — (16 giugno 1497) | [ivi] |
| XIV. | Il cardinale Giuliano Della Rovere ad Alessandro VI. — (10 luglio 1497) | [382] |
| XV. | Annullamento del contratto matrimoniale tra Lucrezia Borgia e Don Gasparo. — (10 giugno 1498) | [ivi] |
| XVI. | Primo contratto di matrimonio tra Lucrezia Borgia e Don Alfonso d'Aragona. — (20 giugno 1498) | [385] |
| XVII. | Atto relativo alla eredità reclamata da donna Maria Enriquez per suo figlio Don Juan. — (19 dicembre 1498) | [389] |
| XVIII. | Tavole nuziali tra Laura Orsini e Federico Farnese. — (2 aprile 1499) | [390] |
| XIX. | Protesta di Jacopo Gaetani contro la Sentenza inflittagli. — (7 febbraio 1500) | [391] |
| XX. | Elisabetta, duchessa d'Urbino, al fratello Francesco Gonzaga. — (21 marzo 1500) | [393] |
| XXI. | Cesare Borgia al marchese Gonzaga. — (24 maggio 1500) | [394] |
| XXII. | Dyalogus mortis et Pontificis laborantis febre. — (1500) | [395] |
| XXIII. | Istrumenti relativi alla promessa di matrimonio di donna Angela Borgia con Francesco Maria Della Rovere. — (25 agosto e 2 settembre 1500) | [ivi] |
| XXIV. | Giovanni Sforza al marchese Gonzaga. — (17 ottobre 1500) | [396] |
| XXV. | Pandolfo Collenuccio al duca Ercole di Ferrara. — (29 ottobre 1500) | [397] |
| XXVI. | Alessandro VI alla Signoria di Firenze. — (13 luglio 1501) | [400] |
| XXVII. | Bolla di Alessandro VI relativa all'Infante romano Gio. Borgia. — (1º settembre 1501) | [401] |
| XXVIII. | Idem. — (1º settembre 1501) | [405] |
| XXIX. | Saraceni e Bellingeri al duca Ercole. — (23 settembre 1501) | [408] |
| XXX. | Saraceni allo stesso. — (26 ottobre 1501) | [409] |
| XXXI. | Gianluca Pozzi allo stesso. — (23 dicembre 1501) | [410] |
| XXXII. | Sposalizio di donna Lucrezia Borgia con Don Alfonso d'Este mercè procura. — (28 dicembre 1501) | [411] |
| XXXIII. | Alessandro VI alla Comunità di Nepi. — (28 dicembre 1501) | [413] |
| XXXIV. | Pozzi e Saraceni al duca Ercole. — (2 gennaio 1502) | [414] |
| XXXV. | El Prete alla marchesa Isabella Gonzaga. — (2 gennaio 1502) | [415] |
| XXXVI. | Il cardinal Ferrari al duca Ercole. — (9 gennaio 1502) | [417] |
| XXXVII. | Pozzi e Saraceni allo stesso. — (13 gennaio 1502) | [418] |
| XXXVIII. | Il duca Ercole ad Alessandro VI. — (14 febbraio 1602) | [421] |
| XXXIX. | La marchesa Isabella Gonzaga a Lucrezia Borgia. — (18 febbraio 1502) | [422] |
| XL. | La stessa ad Adriana Ursina. — (18 febbraio 1502) | [ivi] |
| XLI. | Cesare Borgia alla sorella Lucrezia. — (20 luglio 1502) | [423] |
| XLII. | Francesco Troche alla marchesa Isabella Gonzaga. — (1º settembre 1502) | [ivi] |
| XLIII. | Lo stesso alla stessa. — (5 ottobre 1502) | [424] |
| XLIV. | Isabella Gonzaga a Cesare Borgia. — (15 gennaio 1503) | [ivi] |
| XLV. | Cesare Borgia ad Isabella Gonzaga. — (1º febbraio 1503) | [425] |
| XLVI. | Il duca Ercole a Giangiorgio Seregni, suo oratore in Milano. — (24 agosto 1503) | [426] |
| XLVII. | Giovanni Sforza al marchese Gonzaga. — (25 agosto 1503) | [427] |
| XLVIII. | Don Jofrè Borgia allo stesso. — (18 settembre 1503) | [ivi] |
| XLIX. | Il marchese Gonzaga a sua moglie Isabella. — (22 settembre 1503) | [428] |
| L. | Il duca Ercole a Lucrezia Borgia. — (4 ottobre 1503) | [429] |
| LI. | Lucrezia Borgia al marchese Gonzaga — (18 agosto 1505) | [430] |
| LII. | Tavole nuziali tra Niccolò De Rovere e Laura Orsini. (Novembre 1505) | [431] |
| LIII. | Cesare Borgia al marchese Gonzaga. — (7 dicembre 1506) | [433] |
| LIV. | Lucrezia Borgia allo stesso. — (28 dicembre 1506) | [ivi] |
| LV. | La stessa allo stesso. — (15 gennaio 1507) | [434] |
| LVI. | Vannozza alla figlia Lucrezia. — (febbraio 1515) | [435] |
| LVII. | Vannozza al cardinale Ippolito d'Este. — (14 settembre 1515) | [436] |
| LVIII. | Vannozza alla figlia Lucrezia. — (19 dicembre 1515) | [437] |
| LIX. | Lucrezia Borgia a Leon X. — (22 giugno 1519) | [438] |
| Facsimile | ||
| I. | Alessandro VI a Lucrezia Borgia. | [441] |
| II. | Cesare Borgia ad Isabella Gonzaga. | [443] |
| III. | Lucrezia Borgia alla stessa. | [445] |