del Corpo di spedizione francese

De Failly».

Il proclama fu letto dagli uni con soddisfazione, dagli altri con muto sdegno.

Ecco l'ordine del giorno che Garibaldi emise quello stesso 29 ottobre a Santa Colomba, prima che avesse avuto notizia che i Francesi già erano sbarcati a Civitavecchia.

«Corpo dei volontarii italiani.

«Quartiere generale S. Colomba, 29 ottobre.

«Gli Americani lottarono per 14 anni per conquistare l'indipendenza, e per farsi il più libero e potente popolo della terra; i Greci lottarono 11 anni e più, e così tutte le nazioni, che vogliono redimersi a indipendenza e unità, e non piegare e cadere in quella prostrazione, a cui era stata condannata la patria nostra dalla preponderanza straniera. Il popolo italiano, dopo il sublime slancio del '48, in pochi mesi si esaurì, e il piccolo insuccesso di Custoza lo fe' retrocedere di molto sulla strada gloriosa.

«La battaglia di Novara terminò la disgrazia d'Italia, e senza le famose difese di Venezia e di Roma, la storia di quella guerra sarebbe stata più che triste per noi.

«Noi siamo impegnati in una lotta col più intollerabile di tutti i governi, mentre alle nostre spalle ne sta un altro, simile a quello. Intorno abbiamo la corruzione, la disonestà, la viltà. Mentre un governo sparge menzogne sul conto dell'altro, l'uno e l'altro cercano un pretesto per schiacciare questo manipolo di volontari, che sono gli araldi magnanimi della coscienza nazionale.