Quali sensazioni prova oggidì un Tedesco davanti alla tomba di questo grande imperatore, sepolto in terra straniera!
La tomba suscita molti pensieri, e nessuno certo vi si può accostare senza sentirsi commosso.
Altri principi proiettano sul mondo ancora dopo molti secoli un'ombra cupa; questi invece getta tuttora sull'Italia e sulla Germania un raggio di vivida luce. Un grande impulso partì da lui, impulso che si andò poi allargando e che fece sentire per molti secoli la sua influenza, quantunque sembri che nella lotta Federico sia stato vinto. Egli fu il primo ad indebolire il Papato, col quale a lungo lottò, e la sua morte non rimase senza frutto. Federico fu un precursore della Riforma; egli prese a propugnare i diritti dell'umanità, della civiltà e della ragione, contrastati dalle barbarie feudali e sacerdotali del medioevo. Egli dette a' suoi popoli leggi piene di saviezza e di umanità, come mai prima di lui erano state concesse; fu il primo a render ragione al popolo nel diritto di essere rappresentato, chiamando il terzo stato a sedere a parlamento; favorì le scienze, in cui era dotto e per le quali nutriva profondo affetto; amò in sommo grado la poesia e si studiò di farla risorgere in Italia. Federico II fu insomma uno dei più grandi fautori della civiltà, della quale gettò semi che dovevano poi germogliare nel corso dei secoli.
Ora voglio descrivere altre chiese di Palermo, pure dell'epoca normanna; alcune fra le più antiche sono molto graziose, come, per esempio, quella della Martorana, detta anche S. Maria dell'Ammiraglio. Questa venne costruita nel 1143 dal grande ammiraglio Giorgio, in uno stile antichissimo e puro. A fianco della chiesa sorge un campanile di carattere arabo-normanno, ornato di piccole colonne. Si entra nella chiesa per un portico, e subito produce grande impressione la magnificenza dei mosaici, assai simili a quelli della cappella palatina. Il coro ha otto colonne di granito con capitelli dorati che sopportano gli archi. Questi, la cupola, le pareti sino a mezza altezza, sono rivestiti interamente di mosaici su fondo d'oro; il pavimento è formato di marmi rari e di porfido; molte sono in questa chiesa le iscrizioni arabe sopra alcune colonnette.
Fra i quadri a mosaico, due meritano una speciale attenzione; in uno si vede il grande ammiraglio inginocchiato ai piedi della Madonna, e sopra di lui sta scritto in greco: «Preghiera di tuo servo Giorgio Ammiraglio». La Vergine, modestamente vestita, tiene in mano un foglio arrotolato; in alto sta un Cristo con lo scettro. Sul rotolo si legge la seguente iscrizione: «Proteggi e libera da ogni male Giorgio, primo fra tutti i principi, il quale mi abbia costruito questo tempio dalle fondamenta, e concedi a lui il perdono dei suoi peccati, chè tu solo, come Dio, lo puoi». Un altro mosaico, di migliore fattura, rappresenta re Ruggero incoronato da Cristo. Il re ha una bella testa, con i capelli lunghi che gli scendono sulle spalle e con la barba a pizzo; porta un abito lungo di colore turchino, con sopra una tunica del medesimo colore, ricamata d'oro, e sulle spalle una fascia pure d'oro, che, dopo essersi incrociata sul petto, gli ricade sotto il braccio sinistro.
In capo tiene la corona, o meglio un berretto quadrato, ed ai piedi le scarpe color di rosa. A questa maniera fu trovato vestito Federico II, quando fu aperta la sua tomba, e così pure vestivano Arrigo VI e Guglielmo I. Marso sostiene che questi abiti regali fossero insegne della podestà sacerdotale che Ruggero ottenne dal papa Lucio II per dare maggiore consacrazione alla sua nuova signoria. Infatti, come narra Ottone da Frisinga, egli ottenne lo scettro, l'anello, la dalmatica e i sandali.
Disgraziatamente i mosaici della tribuna furono distrutti quando si fecero i restauri alla chiesa, nel secolo XVI, e la tribuna stessa fu trasformata in stile barocco. Oltre il pregio artistico, la chiesa della Martorana ha pure quello storico, poichè essa fu, dopo il Vespro, sede del Parlamento che elesse re Pietro di Aragona.
La piccola chiesa di S. Giovanni degli Eremiti è più antica, essendo stata edificata da re Ruggero nel 1132. Ha quattro cupole di stile prettamente arabo, nell'interno è piccola, ed essendo abbandonata da lungo tempo, non presenta che nude pareti. Vicino alla chiesa si vedono le rovine di un piccolo chiostro, di stile arabo-normanno, graziosissimo.
La terza chiesa dei primi tempi normanni è S. Cataldo, di carattere greco, con tre cupole emisferiche sostenute da archi a sesto acuto. Essa è di forma quasi quadrata, e si dice che sia stata eretta dall'ammiraglio Maione.
Di altre chiese normanne, come quella di S. Giacomo la Magara e di S. Pietro la Bagnara, non rimangono quasi più traccie; altre furono in tempi più recenti dagli Spagnuoli mutate interamente di forma. Gli Hohenstaufen non costruirono chiese in Sicilia. Sembra invece che l'architettura religiosa sia tornata a fiorire al tempo degli Aragonesi, e ne fanno prova S. Agostino e S. Francesco; di quest'ultima non si conosce l'anno preciso della fondazione. La sua porta maggiore è ornata di colonne che sembrano di origine araba, e che debbono aver appartenuto prima ad una moschea, poichè sopra una di esse si legge ancora la seguente iscrizione maomettana in caratteri cufici: «Nel nome di Dio misericordioso, misericordia. Non vi è altro Dio che Dio, e Maometto è il suo profeta».