E noi, guerrieri, a nuove imprese!… In alto,
In alto i cuori!—Chi chiamarmi pazzo
Osò?…—Costui, per Auramazda, io voglio
Che nell'Eufrate abbia sepolcro!..,.—Pazzo
Io non fui mai!—Pazzo ero forse quando
A debellar Sàrmati, Egizî e Ebrei,
Io condurvi volea?…—Pur, lo rammento,
Su mille labbra era il sogghigno! E mille
Mi gridarono allor: «Sogni!… follìe!
Questi nemici, che fiaccar vorresti,
Hanno l'armi fatate!» Ed altri: «Sono,
Lontani tanto che sarem stremati
Il dì che ad essi giungeremo!»—Oh, i vili!
Oh, i paurosi… Lebbra della terra!—
Pur trïonfanti noi tornammo!—E il giorno
Ch'io delle stelle tentai la conquista,
Pazzo ancor fui chiamato!—Or, che son gli astri?
Dei mondi al par del nostro.—Son lontani?
Eran lontani Egizî e Ebrei.—Le stelle
Son più lontane?—E sia.—Ma, dove il piede
Innoltrare non può, s'innoltra l'ala
Dell'intelletto; ed io vi dirò il verbo
Onnipossente che agli astri solleva!
Come la vostra mano avrà una spada,
Un'arme avrà la vostra lingua!—Forse
Che ad ogni guerra non convien la scelta
Dell'armi?…—Evvia!… Io con guerrieri parlo,
Non con bifolchi!…
(Durante queste parole di Nabuco tutti si guardano fra loro, come dinnanzi a chi impazzisce)
GHEV
(freddo, titubante)
O re, per questa impresa
Vuolsi tempo e consiglio…. Ora ti piaccia
Alla reggia tornar….
NABUCO
Così rispondi
Tu freddamente?
(a Darab)
E tu?
DARAB
Di Ghev, signore,
Saggia mi sembra la parola!