Ah, è ver!… Lo squillo d'una tromba pare
Il suon della tua voce, e quel dell'altra
D'un flauto ha la dolcezza.—Sei tu sola?
ZALA
No…. mio fratello è meco.
JER.
Parli.
ARG.
Il suono
Della mia ti ricordi?
JER.
(scosso, alzandosi)
Ah…. Non ignoto
Mi giunge…. No!—Ma dove io già l'udii?…
Quando?…—Nella tenèbra, che mi avvolge,
Ogni voce, ogni suono, ha un'eco lunga;
Sicchè, talor, nell'incessante rombo
Di quell'eco io mi perdo, e una memoria
Vaga e confusa sol mi resta!—Io posso
Ben dirmi: «Già l'udii!»…. Ma, d'onde l'eco
Cominci, invano a ricercar mi struggo!
A parlare con me vien da più notti
Un mercante, Giafìr, colla sua donna….
Orben, dal primo dì ch'ei mi rivolse
La parola, pensai: «Dove ho tal voce
Udita già?» Nè rispondere ancora
A tal domanda io posso!—È noto a voi
Questo Giafìr?