(pausa)

Nelle tenèbre
Vibrano ancor le mie parole; e un segno
Di minaccia non han nè ciel, nè terra!…
E sulle stelle l'occhio mio si fisa,
Siccome sulla preda occhio di falco!

(sempre più fissando il cielo)

Ah, parlan gli astri! Un mormorio mi giunge,
Quale di perle lievemente scosse
In una coppa di zaffiro!—Oh, come
Nitida d'ogni stella ora m'appare
La forma!… Oh, come sottilmente brilla
Ora ogni raggio astrale, e a me discende,
Dal mio volere attratto a me!…—Piovete,
O tributi celesti, al re novello!
Ecco, la luce lor si fa più viva….
Ed, impalpabil come l'aere, parmi,
Che m'avviluppi una rete d'argento
Di fulgori siderei contesta!
Essa m'avvince…. e in me penetra,… e afferra
Di mia vita l'essenza!…—Un'infinita
Brama m'accende d'infinito, insieme
Angosciosa e dolce,… e, chiaramente
Il doppio arcan, che ogni cosa racchiude,
In questo istante io concepisco!

(con grande enfasi)

Or, dunque,
Risali, argentea rete; e, teco, in alto
Portami!… In alto!… In alto!

(ergendosi della persona)

Ah, nello spazio
Senza confini io sono! O stelle, a voi
Giunto è Nabuco!… Alla vostra conquista
Ei tornerà doman coi suoi guerrieri….
Oggi, di tanti luminosi fiori
Un solo ei coglierà, per riportarlo
Alla sua reggia….

(fissando una stella e snudando la spada)

E tu sarai quel fiore,
Tu, rosea stella!… Il fil della mia spada
Invincibile a te recida il gambo!