Vive?… Sì!…. vive!…. se son vive anch'esse
Le foglie gialle con cui giuoca il vento….

ARG.

Auramazda così vendica il sangue
Di nostro padre.

DAÌRA

Menti. Di tuo padre
Lasciato avresti invendicato il sangue
S'io sovra gli occhi t'avessi baciato!
Me volevi colpir! Me sola!—Io sono
Della ruina sua l'artefice!—Oh, potesse
Ebli soffiare sulla terra, e tutti
Struggerne i fiori ed i profumi, e quanto
Suade a questa maledetta ebbrezza
Che si chiama l'amore, e in cui, sul capo
Che più adoriam, noi evochiamo, inconsci,
Le più orrende bufere!

(scendendo, a Argiasp)

Ed or, m'ascolta:
D'amarmi un tempo tu dicevi…. Ancora
M'ami?

ARG.
Sì….

DAÌRA

Ebbene io sarò tua, se, prima
Che si compia di Bel la sacra decade,
Ei tornerà qual fu.—Ma, se la fiamma
Dell'intelletto nelle sue pupille
Spenta ancora sarà; se, come un bruto,
Striscierà a terra ancora;… allor, deh, lascia
Ch'io rimanga con lui;… che noi, lontani,
Ignoti, insiem possiam morire….