Garibaldi conservò solamente il comando del corpo d'armata delle
Romagne.
Sulle sponde del Taullo, il Rubicone di Cesare, l'impazienza di Garibaldi divenne una tentazione irresistìbile. Vuole passarlo. Cosenz e Malenchini lo ritengono. Malenchini si reca presso del general Fanti, il quale comandava il corpo d'armata del Centro, onde ottenere il permesso d'invadere l'Umbria. Garibaldi, dietro il rapporto di Fanti al re, è richiamato e dà la sua dimissione. Malenchini, rientrato indi a poco nella vita privata; andò a raggiungere il suo amico in Sicilia con un corpo di Toscani.
Garibaldi ne sospettò—credendolo organo di Cavour, avente missione di moderarlo—e lo allontanò. Nondimeno, Malenchini prese una parte attiva a tutti i fatti dell'esercito meridionale. Egli si distinse per sagacia e bravura nella giornata del Volturno. All'indomani, tutti ricevettero un avanzamento…. Malenchini restò colonnello…. ma agli avamposti, sulle sponde del fiume, sempre in faccia al nemico per tutto un mese! Ciò basta. Questa ingiustizia deve pesare sul cuore del lione di Caprera.
Malenchini ha sempre fatta la guerra a spese sue; mai non toccò soldo. Egli è uno di quei quattro o cinque uomini che il conte di Cavour stimava. Malenchini non si mostra mai, avvegnacchè abbia provato che egli sa parlare, e ben parlare, al bisogno. Io non ho che un rimprovero ad indirizzargli, quello di aver votato contro l'ordine del giorno di Garibaldi, quando si discusse la sorte dell'esercito meridionale. Molto istruito nelle lettere e nella storia, ha vedute giuste, ma troppo moderate. Malenchini vota col Ministero, ad ogni costo—quando questo è fra i suoi amici, nelle sue idee.
Ecco la destra. Ma io lascio nella mia penna delle specialità rilevanti. Io indicherò i tratti generali, lo spirito, la forza, la portata, le tendenze di questi trecentocinquanta deputati, riuniti in corpo politico, agendo in massa, sotto il soffio di passioni o di sentimenti politici; io vi segnalerò la loro tattica nel combattimento, la loro disciplina alla voce del Ministero; io vi dirò cosa vi ha nel seno di questa legione governativa, ciò che essa sarebbe domani se cangia il vento, se l'unità corre pericolo, se l'Italia è minacciata, e se il Parlamento dovesse trasformarsi…. in Convenzione—se Ratazzi non lo licenzia, ciò che è assai probabile,—quando riassumerò. Per ora, allorchè avrò abbozzato la sinistra ed il centro a grandi linee, mi contenterò di dire: vien di nascere in Europa una forza nuova, d'uopo è riconoscerla, è duopo pesarla: e con essa contare.
IX.
Sinistra.—Principali divisioni di essa.—Suoi caratteri generali.—Suoi intendimenti—Capi presuntivi.—Ferrari, Guerrazzi, Mazziniani, Saffi.—Gli oltramontani.—Ondes-Regio, Amari, Ugdolena.—I dottrinari.—Allievi.—Il gruppo della Perseveranza.—Visconti-Venosta, Massarani, Guerrieri-Gonzaga, Finzi.—Gl'indipendenti.—Mosca, Costa, Pica, Giuseppe Romano, Mandoi-Albanese, Marchese Ricci, Levi, Ranieri, Varese, Menighetti, Toscanelli, Michelini, Bianchi, Tecchio.—I boudeurs, ecc.—Gli smarriti.—Chiaves, Gallenga.
Torino, 16 luglio 1861 e 9 marzo 1862.
Ora, in avanti la sinistra; ed eccoci in piena sinistra. A vero dire, io mi sento un poco imbarazzato per cominciare e per classificare questo esercito di generali senza soldati, questi capi di partito senza partiti. Proverò nondimeno di procedere con un tantino d'ordine.
La sinistra, e l'estrema sinistra, presentano le varietà seguenti: Garibaldini, Mazziniani, repubblicani, federalisti, oltramontani, autonomi, liberali, indipendenti e dipendenti, misteriosi, indecisi, queglino che portano il broncio, gli esploratori del campo nemico, gli uccelli di passaggio, gli smarriti per via, scettici, dottrinari, pretendenti. Io potrei aggiungere ancora altre tinte, ma credo che ciò basti. Notate, che questi deputati sono qualche cosa per sè stessi, che essi han rappresentato tutti una parte o parecchie parti nel passato, e che non hanno abdicato il loro avvenire. In questo lato si vede, si pensa, si vive, si freme, si lotta, sì discute furiosamente si dà la baia, si strepita—si combatte al bisogno.