Restò in piedi, freddo, in mezzo di quella stanza, in mezzo di quelle vesti, di quei gioielli, di quella biancheria, di quei mille nonnulla deliziosi che idealizzano la donna e la fanno felice. Restò come di ghiaccio. Si sarebbe detto S. Antonio circondato dalle sue tentazioni annientate.

Questo stato di stupore però non durò che un istante.

Un leggiero rossore colorò tosto le sue guancie, quando, avanzando verso un guéridon vicino al letto, vi scorse su un foglio piegato a foggia di lettera.

L'era una lettera, infatti, all'indirizzo di lui.

Il dottore la disuggellò lentamente.

Il carattere era tracciato da mano calma. La carta profumata.

—Vi è della premeditazione in questa lettera—si disse il dottore esaminandola—per conseguenza, delle cose false. Vediamo.

Il dottore leggeva a mezza voce. La lettera cominciava così:

«Bando al rancore, mio caro dottore. Io mi ribello.»

Il dottore sorrise e borbottò, decifrando la lettera: