Il duca si assise a fianco di Bianca.

Ella impallidì.

La sua respirazione divenne a balzi. Le sue labbra si scolorarono. Le sue narici si dilatarono. I suoi occhi si velarono come il cielo negli istanti che precedono la bufera. Sembrava accasciarsi. Il sonno la guadagnava. Avrebbe voluto levarsi; ma quello sforzo la ravvicinò al duca, che si era collocato ad una certa distanza, discreto.

—Il mio ducato per un tappeto!—sclamò costui di una voce velata.

Bianca sorrise.

La di lei testa s'inchinò sulla spalla di Balbek, che si abbassò.

Gli aliti si confusero. Gli occhi si chiusero. I capelli dell'una sfioravano il viso dell'altro….

Come ciò avvenne? Per quale contorsione di collo ebbe ciò luogo? Nol so. Ma la bocca dell'uno si trovò contro la bocca dell'altra.

Bianca dormiva.

Le loro labbra tremolarono. Un rumore sordo, come una foglia di rosa che si squarci, ne seguì. Quelle due bocche restarono così a ricamare, per tutto il tempo che l'assopimento di Bianca durò.