—Il conte di Nesselrode vi à scritto, allora, di che si tratta.
—O' ricevuta la lettera del Gran Cancelliere questa mattina stessa.
—Sì. Gli avevo detto che mi sarei trattenuto qualche giorno a Vienna. Ma, dopo un abboccamento col signor di Metternich, l'impazienza mi à soverchiato, e sono partito la notte stessa.
—Il Cancelliere austriaco parteciperebbe anch'egli ai segreti di
Vostra Altezza?
—Oh! no. Egli li avrebbe venduti.
—Sono ai vostri ordini, monsignore. Ma non nascondo a V. A. che l'intrapresa è arduissima.
—Lo so anch'io.
—Tanto più che non si è neppur sicuri che quelle carte esistano ancora.
—Ciò è certo: esse esistono.
—Sarei indiscreto se domandassi a V. A. come ella ne ebbe la rivelazione!