Tutti gli sguardi si volsero verso la porta.

Era Morella che entrava, e madama Thibault che si precipitava al suo incontro.

L'effetto, l'ò detto, fu completo.

Il primo che sollecitò a dimandare di essere presentato, fu il principe di Lavandall. Il duca di Balbek, che l'aveva riconosciuta, e si rammentava la scena agl'Italiani, arrossì.

Morella fece vista di non scorgerlo.

—Ahimè! madamigella—le susurrò il principe—ora che vi vedo, rimpiango di non essere la fortunata vittima che i vostri sguardi debbono immolare.

—Che ciò non vi arresti, mio principe—disse Morella ridendo; io sono di forza da farne due delle vittime.

—Non si potrebbe trovare un modo di transazione, madamigella?

—Oh! no, caro principe. Non v'è che i piccoli bancarottieri che transigano. Io, io fo saltar la banca, netto, o pago a cassa aperta.

La padrona della casa presentò il duca di Balbek.