I suoi mustacchi lunghi e folti, sur una faccia pallida, gli meritavano la più profonda considerazione dei segretari e degli attachés di ambasciate in massa: un segreto doveva nicchiare in fra quei peli! Che vi pare?

Di più, il duca di Balbek era poeta. I gesuiti gli avevano insegnato a manipolare un epigramma latino ed un acrostico greco—per fino una barcarola. Meglio ancora, egli sapeva far della cucina, come danzava la gavotte—ed il fu nostro illustre amico, Dumas padre, gli doveva la ricetta della sua famosa insalata ai trentasette ingredienti.

Possedeva, oltre a ciò, copia di piccole abilità di società per divertire le dame alla campagna. Tagliava nella carta degli arabeschi deliziosi; immaginava delle sciarade in azione; inventava dei piccoli giuochi; guidava il cotillon, introducendovi mille graziosi scherzi; eseguiva una moltitudine d'ingegnosi tours con le carte, e faceva delle audacissime manipolazioni con esse—perchè le sue mani erano più svelte ohe il suo cervello.

Come non lo si sarebbe adorato?

Al turf e' non restava indietro ad alcuno.

Giuocava poi con audacia, e mangiava come un vescovo.

Per un'ex guardia del corpo, egli era forse un po' mal pratico di armi e del maneggiarle. Ma egli sapeva dissimulare questo difetto nella sua corazza, usando mediocrissimamente del suo spirito, poco aguzzato, e mostrandosi, a proposito, poco versato nella comprensione delle malizie della lingua francese.

Del resto, aveva grande cura della dignità della sua persona; nascondeva i suoi colpetti con abilità; usava della più delicata discrezione; portava benissimo la testa alta nelle circostanze segnalate; onorava il suo nome e la sua buona nascita; rispettava le convenienze e le apparenze; non usciva mai dal medio dei suoi eguali; non perdeva giammai la calma; e sapeva forse darsi, come Enrico IV, il sangue freddo nel pericolo.

Il duca di Balbek fece sensazione al suo apparire nei saloni di Parigi. Non conoscendo ancora il suo teatro, seppe dissimulare. La sua mal pratica passò per riserbo; i suoi difetti per originalità.

Eccetto quel lampo della regina Bianca—che era passata innanzi agli occhi suoi come una visione—egli aveva bazzicato fin qui delle bellezze da caserma. Le dame del suo paese gli avevano mostrato il sesso, ma non gli avevano rivelato la donna. Restò dunque abbagliato, quasi stupidito, quando nei saloni di Parigi, si trovò faccia a faccia con quell'irradiamento formidabile. I suoi vantaggi fisici gli appianavano la via: il fiore tendeva il collo al giardiniere per essere colto!