—Sì: l'è pieno di bellezze europee. Voi… voi siete una transfuga dal cielo—o dal mio paese.

—Voi credete dunque, milord, che le bellezze europee sono una mercanzia di scarto, cui Dio lascia cadere sul continente, riserbando per l'Isola la prima scelta—assolutamente come voi fate per i vostri prodotti dell'India?

—Sensate, madama. Io aveva sempre creduto che il fiore valesse meno del diamante. Voi venite stassera a confondere i diamanti e li umiliate col fiore. Ecco ciò che è la mercanzia di scarto e di prima scelta!

—Decisamente, milord, voi nascondete un poeta sotto la pelle di un gran signore… Bisogna disdoppiarvi: il cumulo è interdetto.

—Io non domanderei nulla di meglio, se potessi acchiappar nel vestiario una maschera più confortevole.

—Ah! gli è forse vero. Nella fretta, milord, voi vi siete azzimato di una figura un zinzino a l'azzardo. Ma, supponete che io mi sia una fata che potessi sbrogliarvi: quale sarebbe la maschera che voi preferireste fra questi cascantelli che ci circondano?

—Vorrei potar dire: quella che voi scegliereste, madama! Ma, come la vostra scelta è fatta, io vi do il campione del mio desio. Gli è quel giovanotto femminino e pensieroso, che vi contemplava di sotto quell'arco di porta incontro a noi.

—Come! quella fanciulla mancata, che à dei mustacchelli a crocco? Ve lo accordo, milord. Gli è il conte di Alleux, mio cugino… e non vi felicito del vostro gusto.

—Perchè mo', madama?

—Perchè se un uomo, per isventura, è destinato ad essere… come dire ciò?