—Le indennità ànno del buono, madama, ed alcuno non fa loro il muso.
E voi vedrete, madama, che vostro cugino, dopo avere volteggiato con
una balena, vorrà volare con un'allodola, e verrà ad invitarvi.
Indennità!
—Il conte di Alleux non è poi tanto Inglese in fatto d'indennità, milord—rispose Vitaliana slanciandosi di nuovo.
Quando lord Warland l'ebbe ricondotta ad un canapè, un gruppo di giovanotti si avvicinò a Vitaliana per invitarla.
Adriano non lasciò il suo posto. Sembrava anzi che avesse scelto un alto, fra due giri di walzer, per andare a salutare sua cugina, onde compiere un dovere verso di lei agli occhi del mondo, ma evitare le spieghe.
Ciò non impedì che Vitaliana si lasciasse fascinare da tutte le provocazioni della festa.
Tutto ciò che vi era di più elegante per nascita, distinzione, grazia, svolazzò intorno a lei. Le donne, esse stesse, si sentivano disarmate in presenza di quella figura, la quale aveva tutte le seduzioni dell'adolescenza e non uno dei provocamenti della donna che à morsicato al frutto della vita.
Vitaliana, che aveva di ordinario poco spirito, si elettrizzava in mezzo a quel battibecco scintillante di sguardi bramosi, di motti squisiti ed aguzzati a punta d'oro, di lumi, di profumi, di bagliori, di gioie; in quella mischia di spalle nude, di petti alitanti, di occhi avidi, di gazes fiammeggianti—che nel turbinio della danza sembrano ali—; di quella musica che scoppiettava come lo champagne e dava le stesse prismatiche ebbrezze. Ella ballò un po' per sè stessa, molto per gli altri.
Imperocchè si è implacabili, in un ballo, per le belle signorine. Bisogna ch'elleno espiino la divinità della bellezza, e che, la pelle madida, la respirazione fiaccata, i piedi ammaccati, le loro penne di angelo gualcite, le facciano infine invidiare l'abbandono della fanciulla brutta e scartata.
Quel folleggiamento durò fino alle due del mattino, quando il principe di Lavandall venne a rilevare Vitaliana—dandole il braccio per passeggiare nei saloni, nella stufa illuminata di tratto in tratto con fuochi elettrici. Il principe la introdusse in seguito, per farla respirare un po' in disparte, in un piccolo boudoir, la di cui porta era chiusa, e dove quattro persone giuocavano.
Il duca di Balbek non ballava quasi più, eccetto il quadrille offiziale, a cui non poteva sottrarsi. Non essendo parlatore, essendo confinato, per ragione di Stato, alla tratta delle bellezze mature della diplomazia e della Corte, non gli restava altra risorsa nelle serate, ove le convenienze lo chiamavano, che quella del giuoco.