—Se respirassimo un istante dopo questa partita—riprese il dottore, con quella famigliarità comoda che i medici pigliano dovunque naturalmente.

—Possiamo cessare, dottore, se siete stanco—interloquì Balbek.

—Si riposa pure—replicò il dottore—cangiando di occupazione. Un giro di pharaon ci rinfrancherebbe altrettanto. Che ne dite voi, milord? Ciò vi va, signor conte?

—Perfettamente—risposero i due ambasciadori.

—E voi, signor duca, gradite voi la proposta?

Or, come la proposta era di già stata gradita tre giorni innanzi, il duca di Balbek non l'oppugnò.

In fatti si andava a cangiar di giuoco, quando il principe di
Lavandall entrò. E, poco dopo, il conte di Kormoff ed il principe di
Storkine venivano a prendere da lui commiato, partendo entrambi il dì
seguente per le Russie.

—Non potreste voi, signori, aspettare ancora un quarto d'ora? Avrei una piccola commissione a darvi per madama di Nesselrode. Ma bisogna che io comunichi innanzi tutto a milord Westmoreland ed al signor conte di Tonningen un dispaccio che mi àn rimesso or ora, dalla parte di M. Guizot. Come voi lo troverete probabilmente pure in rientrando, mi sollecito a comunicarvelo qui.

—Sì, sì—dissero i due ambasciadori.

—Son desolato, signor duca e signor dottore, d'interrompere la vostra partita per cinque minuti. Ma, se voi il permettete, signori, spero che M. di Kormoff ed il signor principe di Storkine vorranno farmi il piacere di tener le carte per cinque minuti.