E dicendo ciò, il principe metteva innanzi al duca un foglio di carta ed un calamaio; ed i due Russi lasciavano le sue mani libere.

Il duca conservò ancora il silenzio per qualche istante, poi ghermì una penna e di una voce ferma sclamò:

—Dettate.

—Vi è là una pistola, signore, se preferite bruciarvi le cervella nel giardino, innanzi a noi.

—Dettate dunque!—gridò il duca con collera.

Lavandall dettò, Balbek scrisse:

«Io dichiaro, in presenza dei sottoscritti, di aver rubato al giuoco in casa del principe di Lavandall, oggi,» ecc., ecc.

—Firmate.

—L'è fatto.

—Firmiamo a nostra volta.