Vitaliana restò come immobile, gli occhi devaricati. Morella saltò in piedi.
Ella aveva visto Vitaliana nella carrozza di suo marito, al Bois de
Boulogne.
Vitaliana aveva riportato nei suoi occhi l'immagine dei soggetti della festa della notte precedente.
—Or be'!—sclamò Morella, facendosi innanzi, mentre che la duchessa rinculava dolcemente verso la porta.
—Scusi—interruppe Vitaliana. Credevo essere in casa del conte di
Alleux.
—Il conte d'Alleux à un'appendice che non ammette intrusioni, madama la duchessa. Che voi venghiate in casa mia, la notte, a reclamar vostro marito, io ve ne so grado. Voi mi affrancate. Ma che vanghiate a farmi concorrenza qui… alto là!
—Madama, andate ad annunziare al conte di Alleux la duchessa di Balbek, sua cugina—disse Vitaliana, fermandosi, di un tono pulito e glaciale.
—Codesta taccola è vecchiottella, madama. Se n'è tanto fatto abuso nei romanzi e nelle commedie! D'altronde, voi siete tutti cugini nel Faubourg.
—Madama, io attendo da cinque minuti, e non ò il tempo di aspettare.
Vogliate chiamar mio cugino: ò bisogno di parlargli ed a lui solo!
—Volete che vi accompagni nel suo appartamento, di su, madama la duchessa? Starete colà più confortevolmente. Vi troverete perfino una delle mie saute-du-lit.