—Io amo.

—A che tasso?

—Per nulla.

—Non trattasi allora di un agente di cambio o di un banchiere, m'immagino!

—Un artista—no, un poeta, un giornalista.

—Come domine vi siete cacciata voi in codesto brutto roveto?

—Lo so, io? la si è guizzata dentro di soppiatto, a mo' di ladro.

—Amore innocente, platonico, ideale, eh?

—Passate oltre.

—Amore cognito al mondo?