—Ritornando di casa vostra, ieri sera, trovai una lettera di lui, con la quale mi dà congedo, e mi annunzia che partiva per andare a sposare.
—In provincia?
—O all'inferno, che so io? E' mi lascia ed ammogliasi: ecco tutto. Ed io, l'amo.
Il dottore non rispose. Era divenuto pensoso.
—A che pensate voi dunque?—dimandò Augusta.
—A nulla. Avreste voi qualche sospetto della donna con cui il vostro poeta maritasi? perocchè non suppongo che la conosciate.
—In guisa alcuna. E voi?
—Io credo… Vi sono delle coincidenze strane… Sovvienemi adesso di parecchie cose a cui io non poneva mente. Pertanto… fo dei confronti…
—Insomma, la conoscete voi, sì o no!
—O' dei sospetti.