Il duca rimase silenzioso, la fronte celata nelle mani. Soffriva visibilmente. Si sarebbe detto che lottasse contro il destino.

Infine, si alzò e sclamò con tristezza:

—Voi siete felice! voi raccontate degli aneddoti.

—Be'! egli chiama aneddoti la scienza! Voi credete dunque i nostri autori di scienze naturali un branco di romanzieri?…

—Poco divertenti—interruppe il duca. E si vorrebbe darci a credere che si vorrebbe sostituire, per suicidarsi, un vaso di fiori al carbone tradizionale?

—Esattamente… E voi potete domandarlo alla duchessa.

La connessione di queste due parole, suicidio e duchessa, fece abbrividire il duca. Quantunque pallido di già, impallidì ancora, e balbuziò:

—Mistificatore, va!

Ed uscì.

Il dottore lo accompagnò del suo sguardo fisso e penetrante, e mormorò a sua volta: