Il duca osservava e passava in silenzio.
Vitaliana, dal lato suo, l'evitava.
La notte, ella si sbarrava a chiave.
Suo marito le faceva orrore.
Il duca provò due volte l'assalto. Vitaliana l'umiliò con motti crudelmente implacabili, senza rovello, senza collera, di un accento freddo che stillava l'ironia ed il disprezzo.
Il duca si astenne per qualche giorno. Però, il dì che seguì la visita del dottore di Nubo, e' gli sembrò che una spiega tra sua moglie e lui fosse divenuta inevitabile.
Alle dieci, si recò da lei, nella di lei piccola camera da letto.
Vitaliana veniva di alzarsi in quel punto.
Era avvolta ancora nel suo peignoir. I piedi allungati agli alari del caminetto, sfogliando qualche giornale, cioncando una tazza di cioccolatte—mentre Maria annodava alla presto le di lei magnifiche trecce arruffate dall'origliere.
Il duca accostò un puff al camino, e fece un segno di uscire a
Maria, dicendo nel tempo stesso: