—Quando suonerò, fatemi portar qui una tazza di cioccolatte.

Egli contemplava sua moglie.

Non l'aveva giammai vista così bella!

L'amore, del resto, l'aveva sbocciata.

La scintilla della pupilla di lei era divenuta più audace. Le sue labbra, irrigate dalla rugiada dei baci, sembravano più sode e più rosse. La sua fronte s'innalzava più alta, più limpida. La pelle si era imbevuta di tutto lo splendore cui dà quel fiammeggiamento che addimandasi amore. Le sue narici rosse respiravano la voluttà. Sembrava ingrandita. La sua eleganza aveva un accento; le sue maniere una volontà. Tutto indicava che di quella bella cosa l'amore aveva di già fatto qualcuno!

Da tutta quella persona si sprigionava un fluido che inebbriava.

Il duca provava dei fremiti.

La moglie non era ella di già divenuta un'amante?

Il duca girò intorno lo sguardo per quella camera, come per dimandarle la prima parola della conversazione.

Ed infatti, ebbe come un tremito guardando il letto.