—Da dieci anni.
—Tuo cugino ti ama.
—Da dodici anni.
—Tu lo confessi? Ma non sai tu, o tu oblii, che io posso sfracellar quell'amore?
—In che modo? Da gentiluomo? Tu non ti batti. Da marito, per mezzo dei tribunali? Tu non sai che il principe di Lavandall mi à mandato il tuo autografo graziosamente, e che io l'ò dato a conservare ad Adriano?
—Mio Dio! tu sei dunque di già sì pervertita!—sclamò Balbek.
Vitaliana rispose con un gesto di sprezzo.
—Grazia! continuò il duca. Lasciami sperare ancora, lasciati piegare…
—Insomma, che volete voi?—interruppe Vitaliana con alterigia. Il tempo delle capitolazioni è passato.
—Difatti—osservò il duca levandosi—io me ne avveggo. Vi era al piè di questo letto una culla. L'ài fatta sparire. Sei di già adultera nell'anima. La culla del nostro bambino ti gridava: grazia!—come me. Tu l'ài rotta e gettata al rivendugliolo o nel soffitto.