A quest'appello, la duchessa tremò di tutto il corpo ed impallidì. Si tacque un istante, poi mise un grido:

—Il mondo mi giudicherà.

—Vitaliana—continuò il duca—imponimi l'espiamento che tu vorrai; ma tirami dall'abisso, e non vi precipitare tu stessa. Se tu vuoi che io mi batta con tuo cugino, mi batterò e mi lascerò uccidere. Se vuoi che lasciassimo Parigi, partiremo nella settimana.

—Partite allora.

—Solo?

—Che! ma voi credete ancora che vi possa essere al fianco mio un posto per voi? Voi non concepite dunque che, se Dio stesso mi condannasse a sentire il soffio del vostro alito sul mio sembiante, io lo laverei con quelle braci?…

—Lo scorgo bene, madama—biascicò il duca lentamente—se io non avessi commesso quelle colpe, voi le avreste inventato per arrivarne a codesto.

—Codesto! che?

—Ponvi mente, Vitaliana, sono forse le ultime parole cui t'indirizzo; il singhiozzo di agonia di una coscienza e di un cuore! Io ti amo…

Vitaliana portò ambe le mani al suo viso.