—Voi credete dunque che sono venuta perchè ò bisogno di voi?—chiese
Regina.

—Non lo credo: ne sono certo—rispose il dottore. Ed ecco perchè soggiungo: sbrigati a dire che cosa ti occorre—perchè debbo uscire.

—Ma, non mi occorre proprio nulla. Voleva solamente…

—Grazie, e buon giorno. Prendi una tazza di thè?

—Venivo a far colazione con voi. Ma ora nol voglio più. Sareste capace di dire che non venivo se non per questo…

—E per altre cose.

—Ah! E quali dunque, se vi piace, signore?

—Mi riguarda ciò forse? Sarà di già bene abbastanza di udirlo. Non mi dò dunque la pena d'indovinarlo e di dirlo.

—A maraviglia. Voi divenite di una brutalità a far scoppiar d'invidia… un editore—direbbe mio marito.

—Gli è che gli editori ànno ragione quando ànno a fare con scribacchiucci del calibro di quello lì.